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  • Immagine del redattoreRoberto Calcaterra

Esofagite da reflusso

L’esofagite da reflusso è forse la problematica digestiva più diffusa nel mondo occidentale.

Ma sappiamo davvero cos'è e come gestirla?


Descriviamo cosa accede: il cardias, cioè la valvola che separa l’esofago dallo stomaco, diventa incontinente e la secrezione acida risale e infiamma la mucosa del tratto finale dell’esofago, che di per sé non è fatta per convivere con le sostanze acide.


Gli effetti di tale problematica sono molteplici e vengono diagnosticati dallo specialista, spesso non gastroenterologo.


I più comuni sono un senso di acido che risale in gola durante o dopo la digestione, cefalea ricorrente e resistente ai farmaci comunemente usati, afte del cavo orale, gengiviti e disturbi dentali, bruciore alla lingua, mal di gola recidivante, tosse secca e stizzosa, vertigini, acufeni, oppressione al collo con senso di soffocamento, dolore retrosternale irradiato al collo e agli arti superiori, come nell’infarto acuto.


Spesso l’esofagite è accompagnata e provocata da un’ernia jatale, che può manifestare questi sintomi: senso di ripienezza dello stomaco, gonfiore dopo i pasti, tachicardie improvvise e immotivate, dolore al petto e palpitazioni, stati ansiosi senza una vera causa che può sfociare in attacco di panico.

Può addirittura essere colpito dal cosiddetto “cuore gastrico”, che si manifesta con tachiaritmie improvvise e invalidanti che possono addirittura sfociare in fibrillazioni atriali del cuore.


In tutte queste manifestazioni va indagata la fase digestiva e consultato il gastroenterologo. Bisogna per prima cosa individuare gli alimenti, i farmaci e lo stress emozionale che ne sono la vera causa. Il cambiamento alimentare e una disintossicazione profonda migliorano in maniera importante tutti questi sintomi, cambiando decisamente la qualità della tua vita.

Ogni esofagite è diversa, perché ognuno di noi è unico. La cura non è del sintomo, ma della persona che manifesta il sintomo. Per questo il lavoro dev’essere necessariamente sull’individuo per scoprire quello che non comprende della sua storia, e che forse non può digerire.



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